In questi giorni, grazie al film di Christopher Nolan, si torna a parlare dell’Odissea, uno dei racconti più affascinanti mai scritti. È una storia che tutti conosciamo, ma che forse, riletta con gli occhi di un consulente patrimoniale, racconta qualcosa di molto attuale.

Perché il viaggio di Ulisse non è soltanto il ritorno a casa di un eroe. È il racconto di un uomo che, per dieci lunghissimi anni, affronta un mare imprevedibile, tempeste, mostri, false promesse e continui cambi di scenario. Eppure riesce ad arrivare a Itaca.

La domanda è semplice: come ci riesce?

Non perché il mare, a un certo punto, diventi tranquillo. Non perché qualcuno gli garantisca un viaggio senza rischi. E nemmeno perché sappia in anticipo cosa lo aspetta dietro la prossima onda.

Ulisse arriva a destinazione perché ha sempre ben chiara la sua meta. Ogni decisione che prende, ogni deviazione, ogni sosta, ogni scelta difficile viene valutata in funzione di quell’obiettivo. La rotta può cambiare, la destinazione no.

Più ci penso, più mi sembra una delle metafore più efficaci per descrivere il modo in cui dovrebbe essere gestito un patrimonio.

Molti immaginano gli investimenti come una continua ricerca del settore vincente, del momento giusto o della previsione perfetta sui mercati. In realtà, dopo oltre quarant’anni di questo lavoro, ho imparato che il successo non dipende dal cercare di prevedere il futuro, ma dal costruire un percorso capace di attraversarlo.

Le tempeste, prima o poi, arrivano sempre. Possono colpire l’azionario, l’obbligazionario, l’immobiliare o le materie prime. Una volta si chiamano crisi finanziaria, un’altra pandemia, poi guerra, inflazione inattesa o improvviso aumento dei tassi d’interesse.

Chi investe da qualche anno lo sa bene. La differenza non la fa chi riesce a evitare le tempeste, ma chi ha preparato la nave prima di salpare.

Nell’Odissea ci sono episodi che conosciamo tutti: le Sirene promettono ciò che ogni uomo desidera ascoltare, Circe offre una vita più semplice, i Lotofagi regalano l’illusione di poter dimenticare ogni fatica. Sono tentazioni che invitano ad abbandonare il viaggio, a rinunciare alla meta per inseguire una gratificazione immediata.

Anche i mercati finanziari hanno le loro Sirene. Ogni giorno qualcuno ci racconta che esiste un’opportunità irripetibile, l’investimento che non può fallire o il settore destinato a crescere all’infinito. Oppure, al contrario, ci convince che sia arrivato il momento di vendere tutto perché sta per scoppiare una nuova bolla.

Il loro canto cambia, ma l’effetto è sempre lo stesso: farci perdere la direzione.

La buona notizia è che, proprio come un navigatore esperto conosce le correnti, i venti e gli strumenti per affrontare il mare, anche nella gestione di un patrimonio esistono strategie capaci di trasformare molti ostacoli in punti di forza.

La diversificazione, ad esempio, non elimina le onde, ma rende la nave più stabile. Un corretto orizzonte temporale permette di attraversare le fasi difficili con maggiore serenità, apportando quando serve piccoli aggiustamenti, senza stravolgere il progetto. È un po’ come un bravo comandante: non può cambiare il vento, ma sa regolare le vele.

La presenza di strumenti con caratteristiche diverse, azioni, obbligazioni, oro, materie prime e altri investimenti costruiti con obiettivi precisi, non serve a prevedere il prossimo evento geopolitico, ma a fare in modo che il patrimonio possa continuare il suo viaggio anche quando il mare cambia improvvisamente volto.

È proprio qui che, a mio avviso, emerge il vero valore della consulenza.

Non consiste nel promettere un viaggio senza tempeste, perché nessuno potrebbe farlo seriamente. Consiste nel progettare una nave sufficientemente solida per affrontarle, sapendo che ogni fase di mercato, anche la più difficile, può trasformarsi in un’opportunità per chi conosce gli strumenti giusti e il modo corretto di utilizzarli.

Molte delle migliori decisioni d’investimento della storia sono nate proprio nei momenti in cui la paura sembrava dominare tutto (spoiler, ne parlerò la prossima volta) . E molte grandi ricchezze sono state costruite non evitando le crisi, ma attraversandole con pazienza, metodo e disciplina.

Ulisse, in fondo, ci lascia un insegnamento molto semplice, la serenità non nasce dall’illusione che il mare resti sempre calmo.

Nasce dalla consapevolezza di avere una nave costruita bene, strumenti affidabili, un equipaggio competente e una rotta che continua a indicare la direzione anche quando il cielo si riempie di nuvole.

È esattamente questo che dovrebbe fare una buona pianificazione patrimoniale. Non promettere l’assenza degli imprevisti, ma permetterci di affrontarli con la tranquillità di chi sa di avere una strategia costruita per durare nel tempo. Perché, alla fine, il vero obiettivo non è indovinare quale sarà la prossima onda.

È costruire una nave e una rotta capaci di portarci a destinazione, qualunque mare ci troveremo ad attraversare.

Buona pianificazione.

Paolo Zanoboni