Sembrano tre modi diversi per dire più o meno la stessa cosa. In realtà non lo sono affatto.
Risparmiare significa mettere da parte una parte di ciò che guadagniamo. Investire significa cercare di far lavorare quel risparmio. Pianificare significa fare una cosa ancora diversa: decidere prima a cosa dovranno servire quei soldi e quando.
Ed è proprio il tempo, spesso, a fare la differenza.
Immaginiamo una famiglia con 300.000 euro di patrimonio finanziario. Una parte potrebbe servire tra un anno per cambiare casa, un’altra tra cinque o sei anni per aiutare i figli, un’altra ancora potrebbe essere destinata alla pensione o semplicemente al futuro della famiglia.
Sono sempre 300.000 euro, ma non sono gli stessi soldi.
Eppure siamo abituati a metterli idealmente tutti nello stesso contenitore e a farci una sola domanda: quanto sto guadagnando?
Quando i mercati attraversano una fase difficile, la domanda diventa inevitabilmente: quanto sto perdendo?
Forse è proprio qui l’errore.
Un investimento destinato a un obiettivo tra dieci anni non dovrebbe essere giudicato con lo stesso orologio del denaro che potrebbe servire tra dodici mesi.
Mi piace immaginare il patrimonio come una cassettiera.
C’è il cassetto del breve periodo, quello che deve darci soprattutto tranquillità e disponibilità. C’è quello degli obiettivi a qualche anno. E poi c’è il cassetto del lungo periodo, che può permettersi di attraversare mercati difficili perché ha dalla sua una risorsa preziosa: il tempo.
In questo modo cambia anche il nostro rapporto con ciò che accade sui mercati.
Tassi che salgono, obbligazioni che scendono, Borse sui massimi, guerre, inflazione, petrolio: ogni giorno sembra esserci un nuovo motivo per preoccuparsi o per aspettare.
Ma se il patrimonio è stato costruito partendo dagli obiettivi, non tutto deve funzionare bene nello stesso momento.
E soprattutto non tutto deve essere giudicato nello stesso momento.
È anche per questo che continuo a pensare che la domanda “è il momento giusto per investire?” abbia meno importanza di quanto normalmente le attribuiamo.
Il momento perfetto probabilmente non esiste. Esiste invece il tempo giusto per ogni obiettivo.
Prima viene ciò che vogliamo realizzare. Poi il tempo che abbiamo a disposizione. Soltanto alla fine vengono BTP, fondi, ETF, azioni, oro o qualsiasi altro strumento.
Perché pianificare non significa cercare di prevedere quale sarà il prossimo movimento dei mercati.
Significa cercare di fare in modo che quel movimento, qualunque sia, non ci costringa a cambiare i nostri progetti.
In fondo è questa, secondo me, la vera differenza tra avere degli investimenti e avere un piano.
Alla prossima
Paolo Zanoboni

Suggerimenti perfetti. Purtroppo per noi anziani, con davanti ancora poco tempo, una pianificazione per obiettivi non è molto applicabile. L’importante è soprattutto salvaguardare il capitale e ottenere un giusto rendimento.
Concordo, ogni pianificazione va cucita su misura, salvaguardare il capitale ed ottenere un giusto rendimento è il vostro obiettivo.
Ottimo
Serve una pianificazione perché random non si va da nessuna parte
Serve comunque conoscersi bene sapere quanto possiamo sopportare una perdita
Per quanto tempo
Quanto in %
Quanto in valore
Questo fattore lo ritengo fondamentale per una tranquillità